2) Dostoevskij. Dietro al razionalismo c' la morte dell'uomo.
Non solo l'uomo non vive secondo i dettami della ragione, ma a
volte egli ama la distruzione e il caos. Egli non  come le
formiche, anzi per lui il razionalismo  il principio della
morte.
F. M. Dostoevskij, Ricordi dal sottosuolo (vedi manuale pagine 218-
219).

 Signori, io, si capisce, scherzo, e so da me che i miei scherzi
non sono riusciti, ma pure non si pu tutto prendere a scherzo
quello che dico. Io forse scherzo colla bava alla bocca. Signori,
c' dei problemi che mi tormentano; risolvetemeli. Cos per
esempio voi volete distogliere l'uomo dalle sue antiche abitudini
e correggere la sua volont secondo quanto esigono la scienza e il
buonsenso. Ma che cosa vi fa esser sicuri che non soltanto si pu,
ma si deve trasformare cos l'uomo? Che cosa vi fa concludere che
la volont umana deve assolutamente esser corretta? Insomma, che
cosa vi fa esser sicuri che una tale riforma torner davvero a
vantaggio dell'uomo? E, per dir tutto, come mai siete tanto
convinti che il non contrastare ai suoi veri e normali interessi,
garantiti dagli argomenti della ragione e dell'aritmetica, sia
davvero sempre vantaggioso per l'uomo e sia legge dell'umanit
tutta? Ma questa, per adesso,  soltanto una vostra ipotesi! E
poniamo pure che sia una legge della logica; ma forse non lo 
affatto dell'umanit. Voi forse pensate, signori, che io sia
pazzo? Lasciate per che mi spieghi. D'accordo: l'uomo  animale
prevalentemente costruttore, condannato a tendere coscientemente a
uno scopo e a esercitar l'arte dell'ingegnere, ossia a tracciarsi
in eterno e senza posa una via, anche se non si sa dove meni. Ma
forse appunto perch  condannato a tracciarsi questa via gli vien
voglia ogni tanto di buttarsi fuoristrada, e magari anche perch,
sia stupido l'uomo immediato e d'azione quanto si vuole, gli
balena per talvolta pel capo che la via, come risulta, quasi
sempre mena non si sa dove, e che l'importante poi non  dove
meni, ma piuttosto e soltanto che, insomma proceda, e che il bravo
ragazzo non sia portato a spregiare la propria arte d'ingegnere e
non s'abbandoni cos al rovinoso ozio, il quale  il noto padre di
tutti i vizi. Dunque l'uomo ama costruire, e tracciare strade, 
pacifico. Ma da che viene che ami appassionatamente anche la
distruzione e il caos? Rispondete un po' a questo! Ma su questo
punto vorrei io stesso dirvi due parole in particolare. Non
sarebbe forse dovuto, questo suo grande amore per la distruzione e
pel caos (che talvolta li ami assai  anche pacifico e
indiscutibile), al fatto che lui stesso istintivamente ha paura di
raggiungere lo scopo e di portare a termine la costruzione? Che ne
sapete, magari a lui l'edificio gli piace soltanto da lontano e da
vicino niente affatto; magari viverci non gli piace, ma soltanto
costruirlo, per poi lasciarlo aux animaux domestiques, quali
formiche, pecoroni eccetera eccetera Le formiche per hanno
tutt'altri gusti. Hanno, loro, una meravigliosa costruzione del
genere, che sfida i secoli: il formicaio.
Dal formicaio le rispettabili formiche hanno cominciato, e col
formicaio certamente finiranno, il che torna a grande onore della
loro perseveranza e della loro posatezza. Ma l'uomo  creatura
avventata ed assurda, e forse a lui come al giocatore di scacchi
interessa soltanto il processo di raggiungimento dello scopo, non
gi lo scopo stesso. E, chiss (nessuno pu giurare il contrario),
forse lo scopo a cui tende l'umanit consiste unicamente nel
mantenere ininterrotto questo processo di raggiungimento, in altre
parole  la vita medesima, e non propriamente la meta da
raggiungere, la quale, si capisce, non pu esser altro che il due
pi due quattro, ossia una formula, ma questo due pi due quattro
non  pi la vita, bens il principio della morte.
F. M. Dostoevskij, Ricordi dal sottosuolo, Bur, Milano, 1975,
pagine 53-54.
